Il collettivo

Chi siamo

BANDITE

BANDITE è un collettivo fondato nel 2023 da Valentina Bosio e Simona Sala, due artiste la cui ricerca e pratica creativa si incontrano all’intersezione tra arte e attivismo. Il loro lavoro affonda le radici in un approccio antropologico al teatro fisico e si muove tra teatro, danza, arti visive, video e tecnologie multimediali. L’obiettivo è superare i linguaggi performativi tradizionali intrecciando codici espressivi diversi, restituendo al teatro la sua natura di spazio collettivo—luogo di riflessione e confronto con le complessità del presente. La loro urgenza sta nell’osservare e raccontare ciò che resta ai margini: storie e identità rese invisibili o dimenticate dalle narrazioni dominanti.

La pratica di BANDITE si fonda su una concezione dell’arte come pratica di attraversamento—capace di connettere territori, lingue e comunità. Il collettivo cerca continuamente di costruire spazi di dialogo tra corpi e memorie, tra reale e digitale, tra presente e ancestrale. L’obiettivo non è rappresentare, ma attivare: generare esperienze in cui il pubblico diventa parte di un rito collettivo di ascolto, consapevolezza e trasmissione. La metodologia attinge a Witness Action, un approccio interattivo e partecipativo alla performance sviluppato dal 2015 da Simona Sala in collaborazione con il direttore dell’Istituto Grotowski (PL).

Nel 2024 BANDITE ha creato Presenti Mai Assenti, un’immersiva passeggiata sonora site-specific concepita per la CommemorAction—una giornata di resistenza contro il regime mortale delle frontiere. L’opera si sviluppa lungo la rotta migratoria tra Claviere (Italia) e Montgenèvre (Francia). Le persone partecipanti camminano ascoltando in cuffia una composizione sonora originale che intreccia field recordings, canti mediterranei e del Chiapas e la poesia di Rahma Nur, sovrapposti al suono dei propri passi e al paesaggio circostante. Lo stesso anno il collettivo ha curato la mostra Orizzonti Verticali – sulle tracce di memorie esuli, ospitata nella Torre Delfinale di Oulx, tappa simbolica sulla rotta migratoria verso la Francia. La mostra presentava fotografie, opere audiovisive, disegni, oggetti e installazioni di Enrico Carpegna, Beppe Gromi, Fabio Russo e Simona Sala, esplorando i temi del camminare, della memoria e dell’orizzonte e funzionando come un «attivatore di memoria» capace di risvegliare ricordi personali nei visitatori—spesso legati alla storia di fatica e marginalità di queste terre di confine alpine.

Proseguendo questa traiettoria, BANDITE ha sviluppato un nuovo progetto site-specific, Unseen (2026), tra Montgenèvre e La Vachette presso Briançon (Francia). Grazie anche al contributo di SFR Création, programma dell’Università di Grenoble Alpes, il collettivo ha progettato e sviluppato un’app personalizzata, Sonic WalkScape, che rende facilmente accessibili tutte le camminate immersive prodotte. Unseen invita il pubblico a confrontarsi con la storia di Blessing Matthew, giovane donna morta a questo confine nel maggio 2018. La sua morte è stata indagata da un gruppo di ricercatori, tra cui Border Forensics e la geografa Cristina Del Biaggio, nell’ambito di un’inchiesta più ampia sulle morti delle persone in movimento alle frontiere d’Europa. Nell’ultimo anno BANDITE è stata invitata a presentare il proprio lavoro in diverse conferenze accademiche all’incrocio tra arte di frontiera, attivismo, migrazioni e scienze umane, contribuendo a un dibattito più ampio sulle pratiche artistiche come strumenti di impegno politico e memoria collettiva.